I ragazzi del 3000

dal Campo Nazionele per Equipe ACR

Ci sono esperienze talmente uniche e appassionanti che quando torni a casa ti senti le batterie cariche al 200%. Molte di queste esperienze me le ha regalate l’ACR e anche in questo non si è smentita con il Camposcuola Nazionale per i Membri di Equipe che si è svolto in Valfurva (SO) dal 29 Luglio al 3 Agosto dal titolo “I ragazzi del 3000 – Il protagonismo dei ragazzi oggi e domani“.

 Il campo è iniziato con un’istantanea sul mondo dei bambini e dei ragazzi, i “nativi digitali”, come li definisce la società, perché nati con il computer in mano; un’immagine fotografata da professionisti (un giudice del tribunale dei minori, uno scrittore per ragazzi e un allenatore) che lavorano a stretto contatto con alcuni ambiti della loro vita dei ragazzi. Questo spaccato di realtà ha fatto sorgere alcune domande: i nostri ragazzi sono protagonisti della loro vita? La società gli permette di vivere e scegliere da bambini e ragazzi? Pretende da loro atteggiamenti da adulti? E la Chiesa? Ci siamo confrontati su queste domande, tra di noi e con i nostri relatori, tramite laboratori e discussioni.

 Abbiamo avuto la fortuna di avere con noi il neo-presidente nazionale, Matteo Truffelli, col quale abbiamo parlato della prima scelta di protagonismo in AC: l’Adesione.

Il presidente ci ha stimolati con una forte riflessione sul nostro essere associazione, con continui riferimenti alle parole di Papa Francesco e all’esortazione apostolica Evangelii Gaudium. “Non ci si salva da soli, ma camminando nella chiesa, è il cammino di un popolo; essere associazione è l’anticorpo al virus della tristezza individualista che è il male più grande della nostra epoca” queste le sue parole.

Questo modo di essere associazione, questo cammino insieme, deve coinvolgere anche i nostri ragazzi, non come adulti di domani, ma come discepoli missionari di adesso e protagonisti dell’annuncio.

Anche loro sono chiamati a essere responsabili a “misura di ragazzo” nei propri ambiti di vita. A noi il compito di educarli a sentirsi parte di una storia e renderli una ricchezza per la Chiesa, per la nostra società e per l’associazione stessa.

 Infine, la responsabile nazionale ACR Teresa Borrelli, nelle conclusioni, ci ha mostrato quanti ragazzi, anche nella Bibbia, si sono resi protagonisti dell’annuncio in modo originale.

Ci ha richiamati a sentirci sempre più associazione, collegati dal cammino proposto dal centro nazionale, che è sempre più di alto livello, e a valorizzare gli strumenti messi a disposizione dall’ufficio centrale.

Ci ha augurato di essere educatori appassionati, preparati, completi e che sanno “perdere tempo” invitando in modo particolare noi responsabili a far sì che giovani e adulti si sentano accompagnati e formati nel loro mettersi a servizio.

 Tutto questo in soli cinque giorni, intensi, molto intensi, come lo sono un po’ tutti gli appuntamenti di AC.

Marta (mia compagna di viaggio oltre a Don Flavio) ed io siamo tornati fisicamente stanchi, ma con tanta voglia ed energia per “rimboccarsi le maniche” e riportare con entusiasmo nella nostra diocesi, ai nostri ragazzi e ai nostri educatori tutto quello che abbiamo vissuto, guidati in modo particolare dall’icona biblica dell’anno, “Coraggio, sono io” (Mc 6,45-52), un brano impegnativo, che ci invita a riscoprire lo sguardo di Gesù sulla nostra storia e il nostro sguardo su di Lui.

L’augurio in conclusione è che quest’anno sia “TUTTO DA SCOPRIRE”, come lo slogan dell’ACR.

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